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L'ORIZZONTE di quando era bambino e diceva a suo padre, indicando con il dito la linea che sembrava separare lultimo tratto di mare che locchio umano riusciva a percepire, dal cielo:" Voglio arrivare là, dove finisce il mare!". E il padre gli spiegava :"A te sembra che finisca là, ma è solo un illusione. Più vai avanti, più la linea si allontana il mare continua ancora oltre, dove ti sembra di vederlo". Lui non capiva, vedeva chiaramente una linea netta che separava in mare dal cielo e chiedeva :"Mi porti a vedere? Non è lontano. Io sono sicuro che finisce là". "No, ti sbagli" insisteva il padre "è molto lontano. A nuoto non ci arriveresti mai e con la barca, dovresti remare ore e forse giorni e capiresti che anche se ti sembra di avvicinarti, la distanza che ti separa dallorizzonte è sempre la stessa, finché non troveresti di nuovo la terra ferma." Gli anni erano passati ma Joe aveva continuato a nutrire un grande fascino per il mare. Era diventato un marinaio. La scienza e lesperienza lavevano aiutato a capire quelli che nella sua mente di bambino sembravano misteri inspiegabili. Eppure in cuor suo era ancora attratto da questo orizzonte misterioso che non finiva dove il suo occhio lavrebbe indicato e forse proprio per questo, aveva scelto di navigare: per scoprire gli orizzonti del mondo. Aveva condotto una bella esistenza, pensava, girato lintero pianeta e conosciuto donne bellissime di molti paesi, razze e culture. Se gli avessero dato la possibilità di tornare indietro, non avrebbe deviato di un solo grado la rotta della sua vita. Non rimpiangeva di non essersi sposato. Una parte di lui aveva sicuramente desiderato un focolare domestico, un luogo sicuro dove fermarsi ogni tanto ma lui non ammetteva compromessi. Scegliendo la vita del marinaio aveva rinunciato alle sicurezze. Il mare gli aveva insegnato che non esiste nulla di certo in questa vita terrena. Tutto è illusione, come la linea di demarcazione che da bambino gli sembrava definire la fine del mare e linizio del cielo. Eppure, adesso si sentiva così stanco! Sentiva il bisogno di fermarsi, di riposare. Lorizzonte quel giorno era splendido. La luce dellalba rifletteva sull'acqua un suggestivo spettro di caldi colori degradanti dal giallo, al rosa. al rosso e allarancione. Da bambino credeva che se fosse riuscito a raggiungere la fine del mare vi avrebbe trovato un mondo incantato. "Buon giorno vecchio Joe!" La voce di un pescatore che lo salutava con simpatia, aveva interrotto il corso dei suoi pensieri. "Eh si, ha ragione sono proprio vecchio!" Esclamò lui "Ma cosa dice! E il ritratto della salute. La chiamo vecchio in senso affettuoso. Sto peggio io di lei, che ho la metà dei suoi anni! Darei non so cosa per arrivare alla sua età in forma come lei." Aveva ragione. Non stava adulandolo. A novantasette anni il vecchio Joe era ancora autosufficiente, padrone delle sue gambe e della sua vescica. Eppure si sentiva così stanco! "Non ne avrò ancora per molto, me lo sento" disse al pescatore. "Ma cosa dice? Si è svegliato di malumore oggi? Voglio essere invitato alla festa del suo centesimo compleanno!" "Linviterò, se ci sarò ancora" Promise il vecchio Joe "Non ne dubito" Lo rassicurò il pescatore.
Tutti amavano il vecchio Joe. Era considerato la mascotte del borgo. Aveva laspetto nobile e lanimo gentile ed era commovente la forza e la dignità con cui portava i suoi anni. Gli offrivano spesso da bere al bar del porto e molti guardavano ammirati questo vecchio dai capelli canuti, il corpo alto e asciutto seccato dal sole che spesso amava discorrere degli argomenti più svariati di attualità, dal calcio, alle donne, alla politica, alla filosofia. Stranamente, non raccontava mai dei suoi viaggi, delle esperienze che aveva vissuto, della storia attraverso cui era passato. Non rinvangava il passato, come fanno spesso gli uomini anziani. Lo faceva molto volentieri quando gli veniva chiesto, ma mai di sua iniziativa. Vivere il presente, era la sua filosofia. La breve chiaccherata avuta con il pescatore gli aveva ridato energia. Si sentiva ancora pronto ad affrontare un altro viaggio. Il viaggio che sognava da bambino. Prese la sua piccola barca a remi e si diresse verso quel magico gioco di luci che appariva allorizzonte. Alla sua età era ancora in grado di remare. "Voglio proprio vedere dove il mare si incontra con il cielo" disse tra se. Remò, remò a lungo, eppure le forze lo sostenevano. Sembrava essere dotato di unenergia incredibile che neppure da giovane aveva avuto. Man mano che si avvicinava lorizzonte gli appariva sempre più lontano, ma non si diede vinto, continuò a remare. E finalmente lo vide. Non si era sbagliato, non si era mai sbagliato! Il mare finiva in una linea circolare di un azzurro talmente limpido da essere quasi trasparente e il cielo si alzava dal mare avvolgendolo come una sfera, non era azzurro come gli era parso da lontano, ma luce pura e questa luce, si rifletteva sullacqua creando dei riverberi da cui sembravano uscire delle figure fatate. "Ciao Joe, ti aspettavamo". Una di queste misteriose figure uscite dallacqua si rivolgeva a lui. Joe si avvicinò e con gioia e commozione riconobbe sua madre. Altre figure cominciarono a circondarlo, ad accoglierlo festosamente e Joe sbalordito si accorse che erano tutte persone a lui care. Il padre, la sorella, amanti rimpiante, amici scomparsi. Era felice. Non era mai stato così felice. "Avevo ragione" pensò "Lo sapevo che non mi sbagliavo. Questo è lorizzonte che cercavo!"
Lo vide un uomo che aveva portato il figlioletto a fare un giro a bordo del suo gozzo, poco prima del tramonto. Il vecchio Joe era accasciato sopra la prua della sua barca. "Non venire!" Disse luomo al figlio dopo essere salito sulla barca di Joe a controllare cosa era accaduto. Scostò il corpo senza vita del vecchio e vide che aveva un volto bellissimo, un espressione serena e un dolcissimo sorriso sulle labbra. "E morto?" Chiese il bambino spaventato "No, sta solo dormendo"
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